Quella che si è appena conclusa è stata una giornata di lavoro intensa per le Commissioni parlamentari. Infatti, questo pomeriggio si sono svolte importanti audizioni.
Alfano. La Commissione Giustizia del Senato ha ascoltato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha annunciato che al «prossimo Consiglio dei ministri» sarà varato il disegno di legge sulla «sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato», la nuova riformulazione del cosiddetto "Lodo Schifani". «Nessuna pregiudiziale di principio» sul cosiddetto "Lodo Schifani", ha commentato la presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro, osservando come «un sistema di immunità per le alte cariche esiste anche in altri Paesi europei». Il ministro Alfano ha poi espresso l'auspicio in commissione che «la legittima polemica non blocchi il processo riformatore» della giustizia.
Maroni. Dalla Commissione Affari costituzionali del Senato è stato invece ascoltato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, il quale si è detto «convinto che il reato di immigrazione clandestina debba rimanere» nel pacchetto sicurezza. Si tratta, ha spiegato, di «trovare un modo perché sia uno strumento efficace per contrastare l'immigrazione clandestina e non un mezzo che finisca per sovraffollare le carceri e intasare i processi». A questo proposito, ha aggiunto, «puntiamo su una sanzione accessoria, il provvedimento di espulsione immediata. Ed è importante che sia decisa da un giudice, ordinario o di pace. Bisognerà calibrare il reato perché il provvedimento abbia questa conseguenza utile».
Sacconi. Il ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, è tornato questo pomeriggio dinanzi alla Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera per replicare ai numerosi interventi dei commissari sulla relazione programmatica illustrata da lui stesso la settimana scorsa. «Produrre crescita con coesione sociale in un contesto di stabilità della finanza pubblica» è la missione di questa legislatura, ha esordito il ministro Sacconi, che chiede alle parti sociali di «concorrere alla produzione della ricchezza» per far uscire il Paese dalla stagnazione economica e dalla pressione inflazionistica. Sacconi auspica di firmare con le parti sociali già entro l'estate un «patto per la redistribuzione» della nuova ricchezza prodotta. «Dobbiamo passare – ha spiegato il ministro – ad una visione delle relazioni industriali di tipo collaborativo, per superare quel rapporto freddo che negli ultimi anni ha generato solo bassi salari e bassa produttività. Per farlo abbiamo bisogno di un diverso regime fiscale, basato sull'aggancio del salario agli utili dell'impresa».
«Non cerchiamo la divisione del sindacato», ha assicurato il ministro rispondendo ad una preoccupazione espressa dal deputato Delfino Teresio, ma «è anche vero – ha aggiunto – che non possiamo fermarci di fronte ai veti».
«Il robusto pacchetto sulla deregolazione dei rapporti di lavoro non può essere confuso con la riduzione del livello delle tutele», ha replicato Sacconi all'ex ministro Cesare Damiano. Grazie a questo nuovo pacchetto, semmai, ha precisato, «sarà più facile regolarizzare alcune attività» e «tutto ciò alzerà il livello delle tutele».
Il ministro ha poi posto l'accento sulla questione dell'occupazione femminile, definita «il parametro da cui si misura l'efficacia di una politica del lavoro», mentre per quanto riguarda il tema della «flessibilità in uscita», ha detto che sarà affrontato in Parlamento, ma «dopo aver rafforzato gli strumenti di protezione dalla disoccupazione, con un secondo pilastro di ammortizzatori sociali, e la formazione».
Sacconi ha poi smentito il progetto di riunificare tutti gli enti previdenziali in una sorta di Super-Inps: sarebbe «pericoloso nel senso di un probabile incremento della spesa» e dell'«inefficienza gestionale»; pur ammettendo la necessità di un processo di razionalizzazione, da cui nasceranno «probabilmente quattro soli enti». Sacconi ha infine difeso l'idea di una «social card» per le persone più bisognose: non è «né demagogica né paternalistica». Ha spiegato che «in questo momento non è possibile redistribuire se non per una minoranza, un milione di cittadini circa, che si trova in una situazione di povertà assoluta».
Matteoli. Ascoltato quest'oggi dalla Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, anche il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, sulle linee programmatiche del suo dicastero.
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martedì 24 giugno 2008
Audio/Oggi ascoltati i ministri Alfano, Maroni, Sacconi e Matteoli
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Roberta Jannuzzi
Federico Punzi
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