martedì 15 luglio 2008

Audio/Barroso in Italia difende le istituzioni europee

La risoluzione Mecacci e i documenti d'archivio sulla questione rom e nomadi

Nella puntata di questa sera l'audizione del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso davanti alle commissioni congiunte Esteri e Politiche comunitarie di Camera e Senato; parte della seduta della Commissione Esteri della Camera in cui è stata approvata la risoluzione sul Tibet presentata dall'on. Mecacci; e infine, alcuni documenti d'archivio riguardanti la questione dell'immigrazione di popolazioni rom e nomadi. Proprio oggi, incontrando il presidente della Commissione Ue Barroso, il premier Berlusconi ha ribadito che l'obiettivo dei discussi provvedimenti del governo sull'identificazione tramite impronta digitale è di «favorire l'integrazione dei rom e garantire ai bambini la scuola».

Il presidente della Commissione europea Barroso ha ovviamente concentrato il suo intervento sui motivi per i quali sostenere il Trattato di Lisbona. Ne va della capacità decisionale dell'Ue in tutte le nuove sfide dei prossimi 50 anni, sfide non più di scala continentale ma di scala globale. Barroso ha fatto notare che i dubbi maggiori sul ruolo dell'Europa nel mondo giungono dal suo interno, mentre al suo esterno, nel mondo là fuori, tutti nutrono grandi aspettative. Ha poi parlato del «passo indietro» rappresentato dal "no" referendario dell'Irlanda al Trattato di Lisbona e riaffermato la legittimità democratica della via parlamentare all'approvazione del Trattato. «La paralisi - ha spiegato Barroso - non è un'opzione. Non possiamo aspettare l'entrata in vigore del Trattato ma dobbiamo cercare di ottenere subito risultati tangibili per rispondere alle principali preoccupazioni dei cittadini europei». «Bisogna avere il coraggio - ha concluso il presidente della Commissione lanciando un appello diretto ai parlamentari italiani - di difendere le istituzioni europee dinanzi ai propri cittadini, perché esse non sono la causa di tutti i problemi dell'Europa».

Nella sua replica alle domande e alle osservazioni dei parlamentari il presidente Barroso è stato ancora più esplicito, sottolineando con forza come l'Europa sia rispettata di più da quando si è allargata a 27 stati membri. Ha espresso un chiaro «sì alla flessibilità, alle cooperazioni rafforzate», ma un altrettanto chiaro «no alla stratificazione e alla frammentazione, a un'Europa in cui ciascuno Stato possa scegliere questo o quel pacchetto di integrazione». Barroso è poi passato ad analizzare la causa delle sconfitte referendarie, dando la loro parte di responsabilità ai governi nazionali, che tendono a «europeizzare le perdite e nazionalizzare i profitti» delle loro politiche.

Passiamo a un'audizione della settimana scorsa, di giovedì 10 luglio. In Commissione Affari esteri alla Camera si è discussa una risoluzione presentata dagli onorevoli Matteo Mecacci (PD) e Marco Zacchera (PDL), in cui si chiedeva al governo italiano di non partecipare alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino per i mancati progressi da parte del governo cinese rispetto al tema dei diritti umani in Tibet. A seguito degli interventi introduttivi degli onorevoli Mecacci e Zacchera, e della risposta, a nome del governo, di Vincenzo Scotti, sottosegretario per gli affari esteri, si è sviluppato un vivace dibattito di cui faremo ascoltare l'ultima parte, in cui c'è stato un tentativo di far convergere le posizioni dell'opposizione e della maggioranza. Sono intervenuti Marco Zacchera (PDL), Matteo Mecacci (PD), Ferdinando Adornato (UDC), Fiamma Nirenstein (PDL), Gianpaolo Dozzo (LNP), Stefano Stefani (LNP) e infine ancora Vincenzo Scotti, sottosegretario per gli affari esteri, a nome del governo.

Infine, nella seconda parte dello speciale di questa sera, i documenti d'archivio riguardanti la questione dell'immigrazione di popolazioni rom e nomadi.

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Lo Speciale Commissioni su Radioradicale.it

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