Questa settimana le audizioni dei ministri Brunetta e Calderoli
La puntata di oggi è sulla semplificazione. Nella pubblica amministrazione, con le iniziative che il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta ha illustrato nelle sue audizioni parlamentari nei giorni scorsi. Ma anche legislativa e istituzionale. Federalismo fiscale e riforma costituzionale insieme in Consiglio dei ministri già a settembre. Sono questi i tempi delineati dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ascoltato oggi pomeriggio dalla Commissione bicamerale per gli Affari regionali, proprio sul controverso tema del federalismo fiscale. Dovrebbero andare «in parallelo perché sono tutti tasselli di uno stesso mosaico».
Il testo del federalismo fiscale verrà prima distribuito alle Autonomie con cui già nella prossima settimana il ministro si incontrerà in tavoli separati. Presumibilmente subito dopo il testo sarà pubblicato su internet. In agosto è previsto il punto sulle controproposte e in settembre il testo dovrebbe, appunto, approdare in Consiglio dei ministri. In gennaio, infine, sarà costituita una cabina di regia a cui prenderanno parte tutti i livelli istituzionali interessati e che avrà carattere soprattutto tecnico e porterà alla definizione dei decreti attuativi.
Il nostro modello attuale di decentramento è un «disastrino completo» che ha provocato l'esplosione della spesa pubblica e al quale tutte le parti politiche hanno contribuito, ha premesso Calderoli. «Prima è stato dato il via al decentramento amministrativo con la Bassinini, poi c'è stata la riforma del titolo V e dell'articolo 119 della Costituzione sull'autonomia finanziaria. Ma il finanziamento è rimasto derivato, cioè affidato ai trasferimenti dallo Stato, determinando lo scollegamento fra il centro di entrata e quello di spesa, con la deresponsabilizzazione degli amministratori e il mancato controllo dei cittadini». Altro errore, secondo il ministro, «il riferimento alla spesa storica: chi più spendeva ed era meno efficiente ha ricevuto di più, chi spendeva di meno ed era più efficiente ha ricevuto di meno».
«Non sarà un modello lombardo, ma un federalismo sostenibile, cioè solidale con il principio della responsabilizzazione», ha assicurato il ministro, sulla base «del coinvoglimento del cittadino che deve sapere per quale servizio paga un determinato contributo».
Dal punto di vista del metodo, Calderoli ha dichiarato che «oggi l'esigenza della partecipazione di tutti nella stesura delle riforme è inderogabile e assolutamente da rispettare. Su questo tema serve il coinvolgimento di tutti perché tutti abbiamo avuto responsabilità in passato». E «non ci devono essere divisioni ideologiche; bisogna trovare il modo di far dialogare il Nord con il Sud». Un approccio che è piaciuto a Lorenzo Ria, uno dei parlamentari del Partito democratico nella Commissione per gli Affari regionali. «Diamo atto al ministro Calderoli dell'evoluzione positiva del suo approccio al tema del federalismo fiscale. E' una tendenza apprezzabile, documentata da proposte sempre più realistiche e responsabili. Importante - ha aggiunto Ria - che il ministro abbia già indicato i primi tre elementi (sanità, assistenza, istruzione) da considerare ai fini della perequazione».
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martedì 22 luglio 2008
Audio/La semplificazione: pubblica amministrazione e federalismo fiscale
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Roberta Jannuzzi
Federico Punzi
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