martedì 29 luglio 2008

Audio/Maroni e Sacconi, su nomadi e lavoro

Nella puntata di oggi l'audizione del ministro degli Interni, Roberto Maroni, dinanzi alla Commissione parlamentare per l'infanzia, sull'operazione di censimento dei nuclei famigliari nei campi nomadi abusivi, un provvedimento che il ministro ha definito "di protezione civile e non di sicurezza".

L'operato di un altro ministro è al centro del dibattito politico in questi giorni. Su suggerimento del ministro Sacconi la Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera ha avviato e sta svolgendo un'indagine conoscitiva sull'assetto delle relazioni industriali e sulle prospettive di riforma della contrattazione collettiva. Nell'ambito di questa indagine in due successive sedute è stato ascoltato proprio il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. Nella puntata di questa sera mandiamo in onda la seconda di queste sedute, quella del 23 luglio scorso, quando Sacconi ha risposto alle domande dei commissari. Tra di essi, a porre quesiti, due autorevoli esponenti del Partito democratico, due ex ministri competenti proprio di tematiche inerenti il lavoro.

Enrico Letta, dopo aver sottolineato il consenso politico "vasto" per una riforma della contrattazione, ha chiesto al ministro se non ritenga il dato dell'inflazione programmata dal governo, all'1,7%, di ostacolo al percorso della riforma, nel senso che non potrebbe non aiutare le parti a trovare un accordo. Anche Cesare Damiano ha definito quello dell'inflazione programmata all'1,7%, due punti al di sotto di quella reale, al 3,8%, un "punto fondamentale", ma ha chiesto a Sacconi se il governo ha intenzione di omogeneizzare il modello contrattuale del settore pubblico a quello del settore privato nella sua nuova formulazione, e se intende ridurre la pressione fiscale su retribuzioni e pensioni, aiutando così non solo il potere d'acquisto ma anche il negoziato tra le parti sulla nuova contrattazione. E' intervenuto infine anche Giuliano Cazzola (PDL), che ha chiesto delucidazioni sul "patto per la redistribuzione".

Nella sua replica il ministro ha ribadito l'obiettivo di giungere ad un "cambiamento radicale del sistema delle relazioni industriali, tanto nel privato quanto nel pubblico". Un sistema che oggi appare "ridondante e ineffettivo", che non serve a nessuno, perché mantiene "bassi salari, bassa produttività, e bassa efficienza". Il modello di riferimento del governo, ha spiegato Sacconi, prevede un "baricentro nel territorio e nell'azienda", un salario "collegato alla produttività ma anche agli utili di impresa". Per quanto riguarda la pressione fiscale, ha chiarito il ministro, il governo è sempre "favorevole" a una sua riduzione, anche delle aliquote, ma con le attuali risorse si rivelerebbe "un'operazione onerosa e impercettibile, non in grado di stimolare né i consumi né la produttività". Rispetto al settore privato, la contrattazione collettiva nel pubblico "vive una sua specifica transizione", di cui però si occupa principalmente il ministro Brunetta, con il quale Sacconi condivide l'obiettivo della "ricostruzione innanzitutto del buon datore di lavoro", che manca nella contrattazione di secondo livello, proprio quella che dovrebbe essere "più virtuosa".

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martedì 22 luglio 2008

Audio/La semplificazione: pubblica amministrazione e federalismo fiscale

Questa settimana le audizioni dei ministri Brunetta e Calderoli

La puntata di oggi è sulla semplificazione. Nella pubblica amministrazione, con le iniziative che il ministro per la Funzione pubblica Renato Brunetta ha illustrato nelle sue audizioni parlamentari nei giorni scorsi. Ma anche legislativa e istituzionale. Federalismo fiscale e riforma costituzionale insieme in Consiglio dei ministri già a settembre. Sono questi i tempi delineati dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ascoltato oggi pomeriggio dalla Commissione bicamerale per gli Affari regionali, proprio sul controverso tema del federalismo fiscale. Dovrebbero andare «in parallelo perché sono tutti tasselli di uno stesso mosaico».

Il testo del federalismo fiscale verrà prima distribuito alle Autonomie con cui già nella prossima settimana il ministro si incontrerà in tavoli separati. Presumibilmente subito dopo il testo sarà pubblicato su internet. In agosto è previsto il punto sulle controproposte e in settembre il testo dovrebbe, appunto, approdare in Consiglio dei ministri. In gennaio, infine, sarà costituita una cabina di regia a cui prenderanno parte tutti i livelli istituzionali interessati e che avrà carattere soprattutto tecnico e porterà alla definizione dei decreti attuativi.

Il nostro modello attuale di decentramento è un «disastrino completo» che ha provocato l'esplosione della spesa pubblica e al quale tutte le parti politiche hanno contribuito, ha premesso Calderoli. «Prima è stato dato il via al decentramento amministrativo con la Bassinini, poi c'è stata la riforma del titolo V e dell'articolo 119 della Costituzione sull'autonomia finanziaria. Ma il finanziamento è rimasto derivato, cioè affidato ai trasferimenti dallo Stato, determinando lo scollegamento fra il centro di entrata e quello di spesa, con la deresponsabilizzazione degli amministratori e il mancato controllo dei cittadini». Altro errore, secondo il ministro, «il riferimento alla spesa storica: chi più spendeva ed era meno efficiente ha ricevuto di più, chi spendeva di meno ed era più efficiente ha ricevuto di meno».

«Non sarà un modello lombardo, ma un federalismo sostenibile, cioè solidale con il principio della responsabilizzazione», ha assicurato il ministro, sulla base «del coinvoglimento del cittadino che deve sapere per quale servizio paga un determinato contributo».

Dal punto di vista del metodo, Calderoli ha dichiarato che «oggi l'esigenza della partecipazione di tutti nella stesura delle riforme è inderogabile e assolutamente da rispettare. Su questo tema serve il coinvolgimento di tutti perché tutti abbiamo avuto responsabilità in passato». E «non ci devono essere divisioni ideologiche; bisogna trovare il modo di far dialogare il Nord con il Sud». Un approccio che è piaciuto a Lorenzo Ria, uno dei parlamentari del Partito democratico nella Commissione per gli Affari regionali. «Diamo atto al ministro Calderoli dell'evoluzione positiva del suo approccio al tema del federalismo fiscale. E' una tendenza apprezzabile, documentata da proposte sempre più realistiche e responsabili. Importante - ha aggiunto Ria - che il ministro abbia già indicato i primi tre elementi (sanità, assistenza, istruzione) da considerare ai fini della perequazione».

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martedì 15 luglio 2008

Audio/Barroso in Italia difende le istituzioni europee

La risoluzione Mecacci e i documenti d'archivio sulla questione rom e nomadi

Nella puntata di questa sera l'audizione del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso davanti alle commissioni congiunte Esteri e Politiche comunitarie di Camera e Senato; parte della seduta della Commissione Esteri della Camera in cui è stata approvata la risoluzione sul Tibet presentata dall'on. Mecacci; e infine, alcuni documenti d'archivio riguardanti la questione dell'immigrazione di popolazioni rom e nomadi. Proprio oggi, incontrando il presidente della Commissione Ue Barroso, il premier Berlusconi ha ribadito che l'obiettivo dei discussi provvedimenti del governo sull'identificazione tramite impronta digitale è di «favorire l'integrazione dei rom e garantire ai bambini la scuola».

Il presidente della Commissione europea Barroso ha ovviamente concentrato il suo intervento sui motivi per i quali sostenere il Trattato di Lisbona. Ne va della capacità decisionale dell'Ue in tutte le nuove sfide dei prossimi 50 anni, sfide non più di scala continentale ma di scala globale. Barroso ha fatto notare che i dubbi maggiori sul ruolo dell'Europa nel mondo giungono dal suo interno, mentre al suo esterno, nel mondo là fuori, tutti nutrono grandi aspettative. Ha poi parlato del «passo indietro» rappresentato dal "no" referendario dell'Irlanda al Trattato di Lisbona e riaffermato la legittimità democratica della via parlamentare all'approvazione del Trattato. «La paralisi - ha spiegato Barroso - non è un'opzione. Non possiamo aspettare l'entrata in vigore del Trattato ma dobbiamo cercare di ottenere subito risultati tangibili per rispondere alle principali preoccupazioni dei cittadini europei». «Bisogna avere il coraggio - ha concluso il presidente della Commissione lanciando un appello diretto ai parlamentari italiani - di difendere le istituzioni europee dinanzi ai propri cittadini, perché esse non sono la causa di tutti i problemi dell'Europa».

Nella sua replica alle domande e alle osservazioni dei parlamentari il presidente Barroso è stato ancora più esplicito, sottolineando con forza come l'Europa sia rispettata di più da quando si è allargata a 27 stati membri. Ha espresso un chiaro «sì alla flessibilità, alle cooperazioni rafforzate», ma un altrettanto chiaro «no alla stratificazione e alla frammentazione, a un'Europa in cui ciascuno Stato possa scegliere questo o quel pacchetto di integrazione». Barroso è poi passato ad analizzare la causa delle sconfitte referendarie, dando la loro parte di responsabilità ai governi nazionali, che tendono a «europeizzare le perdite e nazionalizzare i profitti» delle loro politiche.

Passiamo a un'audizione della settimana scorsa, di giovedì 10 luglio. In Commissione Affari esteri alla Camera si è discussa una risoluzione presentata dagli onorevoli Matteo Mecacci (PD) e Marco Zacchera (PDL), in cui si chiedeva al governo italiano di non partecipare alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino per i mancati progressi da parte del governo cinese rispetto al tema dei diritti umani in Tibet. A seguito degli interventi introduttivi degli onorevoli Mecacci e Zacchera, e della risposta, a nome del governo, di Vincenzo Scotti, sottosegretario per gli affari esteri, si è sviluppato un vivace dibattito di cui faremo ascoltare l'ultima parte, in cui c'è stato un tentativo di far convergere le posizioni dell'opposizione e della maggioranza. Sono intervenuti Marco Zacchera (PDL), Matteo Mecacci (PD), Ferdinando Adornato (UDC), Fiamma Nirenstein (PDL), Gianpaolo Dozzo (LNP), Stefano Stefani (LNP) e infine ancora Vincenzo Scotti, sottosegretario per gli affari esteri, a nome del governo.

Infine, nella seconda parte dello speciale di questa sera, i documenti d'archivio riguardanti la questione dell'immigrazione di popolazioni rom e nomadi.

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lunedì 7 luglio 2008

Rassegna stampa/Via libera alla Commissione d'inchiesta sulle morti bianche

Lo scorso 24 giugno il Senato ha deliberato l'istituzione anche in questa legislatura della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette morti bianche. La Commissione sarà composta da venti senatori nominati dal presidente del Senato in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari.

martedì 1 luglio 2008

Audio/Maroni: non una schedatura etnica, ma un censimento

Nella puntata di questa sera le audizioni dei ministri Alfano e Maroni, sulle quali martedì scorso avevamo fornito solo delle anticipazioni. Il ministro degli Interni Maroni, in particolare, ha illustrato i primi, discussi provvedimenti del governo in materia di sicurezza e anticipato le iniziative per il proseguio della legislatura. Si è concentrato sulle misure del cosiddetto "pacchetto sicurezza", contenute sia nel decreto legge che nel disegno di legge attualmente all'esame del Parlamento, tenendo a evidenziare il totale rispetto delle direttive europe. Tra gli argomenti affrontati, anche la criminalità organizzata e il sequestro dei patrimoni delle mafie, ma soprattutto, naturalmente, l'immigrazione clandestina con tutti gli aspetti ad essa collegati: il nuovo limite di permanenza nei cpt (elevato da 2 a 18 mesi), il tema degli accordi bilaterali con i paesi di provenienza degli immigrati, in particolare con la Libia; i motivi che consentono l'immediata espulsione sia dei cittadini comunitari che extracomunitari; il problema dei campi nomadi abusivi; la discussa misura del prelevamento delle impronte digitali dei minori rom. «Non si tratta di una schedatura etnica ma dell'esigenza di un censimento proprio a tutela dei minori», ha tenuto a precisare il ministro. Infine, i poteri dei sindaci in materia di ordine pubblico. Riguardo l'abolizione delle province delle aree metropolitane, il governo presenterà una sua proposta dopo l'estate, ha annunciato il ministro.

Anche questa sera nella seconda parte dello Speciale Commissioni un documento d'archivio. Continueremo ad ascoltare l'audizione di Giulio Andreotti dell'11 aprile 1997 in Commissione Stragi.

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